21/06/17

VINNIE JONEZ BAND "Nessuna cortesia all'uscita" (Recensione)


Full-length, Karma Conspiracy Records
(2017)


Primo album per i Vinnie Jones band ed è subito conferma! Un disco che racchiude tante belle canzoni con la "C" maiuscola, che contengono un'anima desertica tipicamente stoner rock, dei bei testi in lingua italiana che fanno riflettere, e infine hanno il grandissimo pregio di avere energia da vendere. Tutto questo comunque va associato anche ad un alone talvolta sognante e cupo, dove la band mette in mostra i propri lati più intimi. In questo senso dopo la potente iniziale "Polvere", che fa battere il piedino con molto piacere, passiamo ad atmosfere quasi alla Alice In Chains nella seguente "Silenzio", senza però dimenticare lo stoner; in questo brano la band alterna riff "grossi" a stralci di più ampio respiro. La batteria scandisce i tempi in modo semplice ma deciso, concreto.

Si prosegue con la rockettara "Vipera", che però si rivela abbastanza varia, mentre mi ha colpito la canzone "Corri", puro stoner sulla scia dei Queens Of The Stone Age, con tanto di cori melodici in quasi falsetto, ma inaspettate svisate abbastanza complesse da parte delle chitarre. "Supernulla" suona un po' come se i Metallica decidessero di fare stoner, e in parte ci avevano provato nell'album "St. Anger", ma qui diciamo che la situazione è più convincente! Ancora riff sabbathiani nella potente e cupa "Idolum", dove poi si poggiano strofe di voce che somigliano quasi a litanie, a sermoni diciamo, per poi aprirsi in una tonalità più alta che va a sottolineare un pezzo che si arricchisce man mano che prosegue, con stacchi e ripartenze, chitarre elettriche e chitarre acustiche, melodie di voce azzeccate di sicuro, anche se personalmente avrei preferito che nelle parti più pesanti Gianluca GLC (voce e chitarra), inasprisse un po' la sua ugola, donando più cattiveria al sound.

L'inizio quasi motorheadiano di "Sangue" è molto d'impatto, e anche il suo proseguimento non tradisce le attese, che però ci riportano in un universo oscuro, dove chitarre tessono armonie strane, storte, dal sapore quasi noise in alcuni punti, e in altri si avvicinano al grunge. I testi rimangono sempre tesi, profondi e anche critici volendo. "Mi Chiamo Fuori" inizia come una ballad rock, ma prosegue nel segno del rock, della psichedelia dal sapore seventies, con tanto di chitarre gemelle blueseggianti sul finale. Una specie di marcia di batteria da parte di Andrea chiude un pezzo riuscito. 
Arriviamo quindi alla conclusione dell'album con "Nessuna Cortesia", che è un po' la summa di tutto quello che abbiamo ascoltato finora. Riffing serrato e colante grasso, basso pulsante, ritornelli potenti e orecchiabili e drumming sostenuto. Indovinato l'inserto verso metà brano di un organo Hammond a cui segue un assolo che mi ha riportato addirittura in mente i primi Iron Maiden, o comunque un sound hard rock - heavy metal vecchio stile.

Disco riuscito in quasi tutte le sue caratteristiche, e che quindi consiglio caldamente. Se poi la voce dovesse diventare ancora leggermente più grintosa, a mio avviso potremmo trovarci senza dubbio di fronte ad una promessa della musica rock italiana. Ma già da oggi questo disco si pone come una quasi totale ipoteca!


Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 75/100

Tracklist:

1. Polvere 05:43 
2. Silenzio 04:26 
3. Vipera 04:14 
4. Corri 04:21 
5. Supernulla 02:14 
6. Idolum 05:18 
7. Sangue 04:58 
8. Mi Chiamo Fuori 06:28 
9. Nessuna Cortesia 03:37

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