21/03/17

PSYCHOKILLER "Higher" (Recensione"

Full-length, Edison Box 
(2017)
Ci vuole coraggio per decidere di farsi chiamare PsychoKiller. No, dico davvero... non è solo per l'incedere ostinato e impertinente del pezzo dei Talking Heads che questo monicker richiama all'istante, è proprio perché una scelta simile rischia di rendere facilmente irreperibile il gruppo che la compie, perso com'è tra svariate pagine che inneggiano alla canzone in questione.

Eppure, con essa un collegamento ci deve essere, mi ripetevo in questi giorni: la risposta non è del tutto negativa, anzi. Lungi dal rincorrere tout court il decadentismo un po' dandy e un po' retrò delle già citate Teste Parlanti, i torinesi PsychoKiller condividono tuttavia con esse un approccio alla musica non convenzionale e con una centralità affidata alle voci che – come vedremo – ha radici antiche. Sì, perché nonostante la matrice a metà tra la swinging London dei Mods e l'indie rock statunitense che caratterizza buona parte delle tracks presenti su “Higher”, non si può non notare come il singolo “I dream it all tonight” goda di un leggero flavour beatlesiano che lo eleva decisamente una spanna sopra gli altri pezzi.
E dire che l'incipit del disco non è poi dei migliori, con la band che piazza in apertura due pezzi come “Tidal wave” e “Live your life lonely” pensando probabilmente di fornire una dichiarazione di intenti chiara e decisa, laddove però la prima è soffocata da una linea vocale forzata (che sarebbe probabilmente emersa appieno se solo avesse abbandonato le strette maglie dell'indie per farsi sinceramente punk) mentre la seconda procede sorniona in stile Saves The Day o qualunque altra college band dalla divisa di football messa in copertina, anche qui con una linea vocale francamente costruita in maniera troppo “frettolosa”. Dunque? Meglio parlare del tuffo al cuore inevitabile all'attacco della title track, con un tocco alla Cobain che ne caratterizza da subito l'incedere, nonché della “solare” (è proprio il caso di dirlo...) “Take care of your sun”, con quella felice intuizione di atmosfere rarefatte ben incastonate tra le bordate di chitarra, un po' come se i Weezer avessero deciso di farsi prestare le testate dai Blonde Redhead, tanto per vedere l'effetto che fa.
Ok, avrete capito che gli PsychoKiller non rientrano idealmente nell'ambito dei miei ascolti più consueti, ma non posso non sottolineare come “Higher” sia un disco da “leggere” al contrario, dato che i pezzi più interessanti (dal mio punto di vista, almeno...) sono collocati proprio in chiusura: “Under pressure” (no, dai, basta con le allusioni...) e la sua carica direttamente discendente dagli Husker Du, al netto di una coppia di chitarre fugaziane e taglienti, e soprattutto “Could you wake up”, una track davvero ben congegnata con melodie azzeccatissime e un velo di rock anni '90 a completare l'opera. Un episodio davvero interessante, che fa ben sperare per le prossime mosse della band. E chissà, forse è proprio questo “capovolgimento” a rappresentare la chiave di lettura più giusta per “Higher”...
Recensione a cura di: schwarzfranz
Voto: 70/100

Tracklist:
1. Tidal Wave 03:03
2. Live Your Life Lonely 03:34
3. Higher 04:06
4. Take Care Of Your Sun 04:35
5. I Dream It All Tonight 04:39
6. Black Hands 03:24
7. Free To Choose 05:07
8. In The Mood 04:05
9. Under Pressure 03:45
10. Could You Wake Up 04:04

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