19/11/16

PEAK "Into Your Veins" (Recensione)

Full-length, Independent
(2016)

I Peak sono un gruppo musicale torinese (la mia città) di recente formazione. Più precisamente il progetto vede la luce nel settembre del 2015, con l'unione di quattro musicisti di estrazione musicale eterogenea (dal jazz al metal), e il loro intento è sempre stato quallo di unire le loro varie influenze e background per formare qualcosa di non facile catalogazione e che riuscisse nell'impresa di unire le influenze di ognuno.
Da tutto questo ne scaturisce questo "Into Your Veins", loro album di debutto, che diciamolo subito, col metal ha poco a che vedere, ma si lascia ascoltare con piacevole trasporto grazie ad una carica alternative-rock davvero piacevole, oltre che per il talento di ogni singolo musicista. 

La tracklist è un insieme di brani vincenti, toccanti e trascinanti, dove la voce acuta ma allo stesso calda del cantante-chitarrista Simone Careglio si distingue per versatilità e per estensione, andandosi ad inserire tra le pieghe di un sound a volte più irruento e selvaggio e a volte più riflessivo e carico di pathos. Ottimi sono i giri di chitarra, come anche è ottima la sezione ritnica costituita da Emanuel Tschopp (Bass) e Roberto Cadoni (Drums). L'amalgama dei musicisti e i loro intenti sono quelli di una band navigata, perchè il sound appare maturo ed eseguito a regola d'arte. Un rock venato di alternative robusto ma toccante, con continui cambi di umore e una produzione che bacia ogni singolo strumento, facendolo rendere al meglio. Inutile dire che la produzione è un elemento importante quando si parla soprattutto di album in cui gli strumenti svolgono partiture che hanno bisogno di essere ascoltate al meglio per capire fino in fondo il valore dei musicisti e dei brani, e i Peak hanno da subito optato per presentarsi anche sotto questo punto di vista, preparati e convincenti.

In un disco dove quasi tutti i brani si attestano su buoni livelli e anche qualcosa di più, sarebbe a mio avviso inutile procedere con un track by track o fare elenchi, perchè rischieremmo di non rendere giustizia a un lavoro che ha la sua forza proprio nella sua generale buona qualità e nella compattezza. 
E' bello constatare un'altra volta che, dal rock fino ai generi più estremi, l'Italia non si fa mai cogliere impreparata in fatto di qualità. Quindi, amanti del rock siete avvisati, date una chance a questi ottimi musicisti! 
PS: questo album è stato scritto, registrato, mixato, e masterizzato unicamente dalla band e quindi è un merito che si va ad aggiungere oltre al resto, perchè suona tutto davvero bene. E' scaricabile gratuitamente online su spotify, soundcloud e tutte le piattaforme streaming...quindi non avete scusanti per non ascoltarlo!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 75/100

Tracklist:
1. Siren’s silly prayer
2. Into your veins
3. Dark hour
4. A life in a breath
5. Fox 2: Anthem for a doomed youth
6. Waiting over
7. White stone
8. The Mole
9. Siren’s silly prayer(acoustic)

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