03/11/16

ATLAS "Death and Fear" (Recensione)

Full-length, Autoprodotto
(2016)

Debutto sotto forma di ep per gli svedesi Atlas, un lavoro che vive di sapori doom e stoner ma con suoni molto grezzi, dove le chitarre lavorano di fuzz alla grande. Questo gruppo sa davvero cosa vuol dire suonare rock! Un suono che parte dal passato; dal rock dei Settanta, primi Ottanta per poi evolversi e creare un suond originale. Un suono che tocca punte di metal e thrash che travalica un poco i confini propriamente stoner, una musica piena di energia che non ti permette di star fermo, ti obbliga a sbatterti, a muovere la testa.
Un’energia che partendo dall’hard rock e arriva ad una nebbia molto doom. A volte sembra quasi di sentire i Metallica insieme ai Pink Floyd.

L’album diciamo allora che è un tributo allo stoner ma infarcito di riff molto brutali e sonorità più delicate, come sprofondare negli abissi portati giù dalla pesantezza doom per poi risalire a prendere fiato con queste melodie molto dolci, quasi delicate. L’album si apre con “Wermland” con un inizio di chitarre molto “fuzz” ed un basso che segue linee stoner/doom con una voce orecchiabile, un tributo alle foreste ed alla loro terra di origine. Un pezzo che forse racchiude lo spirito del gruppo, un pezzo dove i Lynyrd Skynyrd si fondono coi primi Alice In Chains, un pezzo di una potenza incredibile sporco di un’atmosfera polverosa. Passando a “Black smoke” la velocità aumenta e con lei l’energia! I Metallica primi anni che si fondono coi Kyuss...rendo l’idea? Melodie calde su lava calda.
In “Dog with the bones” la band punta più sulla forza e la pesantezza, con suoni quasi thrash anni Novanta. Un suono duro e nero, col basso che lavora con suoni distorti! Un suono quasi ipnotico, nebuloso. E si arriva quasi al punk più grezzo con “Covered in gold”, ma sempre con quel tocco di melodie che lo rendono “orecchiabile”. Pezzo che contrasta in maniera eclatante col quasi blues di “A Waltz”, un salto all’indietro fino ai primi Pink Floyd e Jethro Tull. Esplorazioni psichedeliche e mazzate rock! Chiude il tutto “Death & fear” forse il vero pezzo stoner dell’abum.

Un lavoro davvero scoppietante, carico di energia e soluzioni davvero intriganti e con quel fascino quasi doom, polveroso, nebbioso che gli dona un fascino molto intrigante

Recensione a cura di: Ivano Invernizzi
Voto: 80/100

Tracklist:
1. Wermland 
2. Black Smoke  
3. Dog With Two Bones
4. Covered In Gold  
5. A Waltz   
6. Death & Fear 

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...