16/09/16

RU FUS "In Fabula" (Review)

Full Length, Ghost Record Label
(2016)

Arriva il terzo lavoro dell’artista toscano Emiliano Valente sotto il monicker di Ru Fus (ex Zen Cirucs, The Bugz, Reverberati) dal titolo In Fabula. Album fatto di dodici pezzi di Noise Rock ,quello dei pieni anni '90 per capirci, con spruzzate Grunge e Stoner, condito con chitarre taglienti e su tutto irrompe una voce sporca, un suono, il loro, che sembra voglia sempre evolvere e migliorare, e chiude il tutto la schiacciante sezione ritmica, un gran bel botto!
Ma ora proviamo ad esaminare i pezzi: nella prima traccia ("Around My Brain”) la sensazione è di essere nel pieno del deserto (acido); puro suono stoner! Avete presente i Queens of the Stone Age (italiani? Ah ah ah!), ma miscelati a un non so che di Velvet Underground? Un vero must per intenditori. Chitarre taglienti ed impazzite, quasi fuori dal tempo (e non potrebbe essere diverso visto i numi tutelari) ma con toni molto spenti e quasi rallentati alla Black Sabbath, per capirci.

In “Enigma” sono in primo piano le chitarre, taglienti, graffianti, scalpitanti come un toro che ti punta! Energia pura. “Chemical Shower” invece è puro Grunge, quello primordiale, selvaggio. Sembra di ritornare a Seattle, in qualche club scalcinato e con gruppi come Soundgarden ed Alice In Chains che cercano di farsi largo tra la folla! Scendiamo all’inferno con “Remember Grace” con suoni strazianti, cupi, neri. Sì sì, ancora giù, sempre più in basso! E scendiamo ancora con “Evolve”, da cui si aprono le porte e siamo tutti invitati a questa bolgia infernale! Un mix micidiale di Stoner eGrunge, ma lo ripeto, quello più primitivo e primordiale! E per non farci mancare nulla, ecco che arriva un altro pezzo indiavolato (“Mr. Bickle”) che è come un vento che travolge tutto, un vero e proprio tornado impazzito. Qua si rompono i freni e ci si aggrappa ai Mudhoney più deraglianti, dove il sentore noise (avete presente i primi Sonic Youth?) non ti lascia proprio andare. “Black Est Rain” ci porta in viaggio, un viaggio acido, malato, profondo. Una bordata cupa e tetra senza via di fuga. Si rallenta si, ma fa male, e ti lascia il corpo pieno di lividi.

In ogni caso un album curato nei suoni, nella pulizia e nella scrittura dei brani. Un vero e proprio balzo indietro nel tempo, un salto all’inferno nel pieno del tornado Grunge, Noise e Stoner, senza tastiere, synth e altro, nudo e crudo! Un vero orgasmo sonoro per gli amanti del genere, dove le distorsioni regnano sovrane (abbiamo detto noise no?) e dove la voce a volte è quasi sexy (aiutoooooooo). Anche se siamo stilisticamente nel pieno degli anni '90, la produzione di “In Fabula” lo pone comunque ai giorni nostri. E come poc'anzi dicevo si parla del grunge primordiale, sanguigno, stile Temple Of The Dog, i primi Soundgarden, i Dig, Green River, Mudhoney, ecco cosa si intende per primordiale, miscelato al buon vecchio Stoner alla Queens of the Stone Age e l'Hard alla Black Sabbath. Detta così sembra un minestrone, ma come quello della nonna però, fatto con passione e con tutta verdura di qualità, verdura dell’orto! Dove si sente il gusto! Dove gli aromi ti assalgono e non ti mollano più! 
Ah dimenticavo! Ru Fus è un progetto capitanato da Emiliano “Ru Fus” Valente alla chitarra e basso e supportato da Giacomo Bracaloni alle voci e Raffaello Mallegni alla batteria.

Recensione a cura di Ivano “Bata” Invernizzi
Voto: 80/100

Tracklist
1. Around My Brain 3:51
2. Enigma 3:02
3. Chemical Shower 4:14
4. Remember Grace 4:07
5. Oblivion 3:35
6. Evolve 4:49
7. Mr. Bickle 2:52
8. Cold or Colder 4:46
9. Black Est Rain 3:59
10. Pacciani 4:20
11. Help Me 6:23
12. Stoneroids

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