26/09/16

HOMICIDAL RAPTUS "Erotomaniac Hallucinosis" (Review)

Full-length, Extreme Metal Music
(2016)


“Homicidal Raptus” è il programmatico monicker sotto cui si cela il catanese Riccardo Cantarella, polistrumentista intransigente e dedito a sonorità brutali sparate a folle velocità.
“Erotomaniac Hallucinosis” è il primo Lp della one man band tricolore per Extreme Metal Music, preceduto da un Ep e un singolo. Occuparsi da soli di tutti gli strumenti e svolgere da soli un lavoro che in media è condiviso da almeno altre due teste e quattro mani non è cosa da poco e richiede spalle larghe. A Riccardo non mancano di certo e si nota già al primo ascolto.

Allo stesso modo non gli mancano né la “teoria” né la conoscenza del genere. Parliamo di quel brutal death metal confinante con il gore fatto di mid tempos alternati a doppia cassa a 300 bpm, riffing cupo e serrato, wall of sound ciclopici e growling cavernoso e gorgogliante. Il tutto gettato in un tritacarne di riverbero e atmosfere insane.
I riferimenti sono chiari e non potrebbe che trattarsi dei maestri del genere: Devourment, Suffocation, Exhumed, Dying Fetus, Disgorge (gli statunitensi del capolavoro “Cranial Impalement”, non gli omonimi gore masters messicani).
Homicidal Raptus ha lanciato a sé stesso e al pubblico una sfida impegnativa: in ambito brutal gore death metal, un album di trentadue minuti suddivisi in otto pezzi rappresenta un rischio non indifferente. Il genere non è certo tra i più vari in ambito estremo, cali di tensione, indecisioni nel songwriting e momenti in cui il motore gira a vuoto, sono pericoli che possono far deragliare un treno che viaggia a velocità già di per sé criminale.

La sfida di “Erotomaniac Hallucinosis” può dirsi vinta a metà o poco meno. I pezzi di apertura sino a “The Pride Sanitarium” compreso, sono ispirati, perversi, contorti, ma fluidi nel giungere alla conclusione. Assai ispirato suona soprattutto il riffing di “Dismembered and Hilariously Repatched” e “Circular Saw Facefuck”, coerente con il drumming. I problemi si fanno sentire da “Gallery Of the Deformed” in poi: la struttura dei pezzi è più raffazzonata e l’ispirazione sembra essere venuta meno. Il segnale più evidente del calo è proprio la programmazione della batteria, Cantarella tesse delle ritmiche schizofreniche e furiose senza però riuscire a creare amalgama con il resto degli strumenti. Il caso più evidente in questo senso è forse la penultima traccia, “Raped by the Mutants”.

Con una metà album abbondante di brutal death metal tecnico di buon livello non si può assolutamente parlare di passo falso in ogni caso. Come già detto poco sopra, Homicidal Raptus ha le spalle larghe ed è un musicista consapevole, con tutto il tempo per affinare la sua arte e diventare la risposta italiana all’eccelsa one man band brutal gore statunitense “Putrid Pile”.

Recensione a cura di Nicola “El Mugroso” Spagnuolo

Voto: 65/100


Tracklist:
1. Dismembered and Hilariously Repatched
2. Circular Saw Facefuck (Haute Tension)
3. Disemboweled in a Public Toilet
4. Acid-Disfigured Justice
5. The Pride Sanitarium
6. Gallery of the Deformed
7. Raped by the Mutants
8. Unscrewing Her Head Off

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