19/09/16

AGGRAVATOR "Sterile Existence" (Review)

Dead Center productions
(2016)

Gli Aggravator sono una band statunitense di recente formazione, che giungono al qui presente secondo loro full-length "Sterile Existence" a distanza di due anni dall'esordio "Populace Destructor", ma la loro storia discografica inizia con la pubblicazione di un demo ed un ep nel 2012.
La prima cosa che salta all'orecchio è che pur arrivando dagli USA, questi Aggravator sembrano forse rifarsi di più alla scena teutonica, Kreator del passato in primis, soprattutto per la voce del cantante-chitarrista Derek, davvero molto simile a quella del buon Petrozza degli anni d'oro. Anche il riffing risente molto dell'influenza della scuola tedesca, ma appare mescolato sapientemente con quello di band come gli Slayer. 

In teoria la recensione potrebbe anche terminare qui, perchè siamo al cospetto di un disco poco avvezzo a novità o sperimentazioni. Il loro è un thrash aggressivo e spigoloso in linea con le due band che ho citato, dove l'originalità non emerge praticamente mai e dove la band cerca di fare quello che gli piace di più, ovvero old school thrash metal, ma aggiornandolo solo sotto l'aspetto dei suoni, proponendo quindi qualcosa di datato ma con dei suoni piuttosto curati, sebbene non plasticosi. 
A partire dalla violenta opener "Decapitators Temple", fino alla conclusiva "Target Obliteration", possiamo assistere a tutti i clichè tipici del genere, ma questo aspetto non ostacola l'efficacia di pezzi come la furiosa "Sterile Existence" o di altre schegge molto pericolose come "High Impact Homicides", dove davvero sembra di fare un passo indietro di trent'anni, quando uscivano dischi come "Reign in Blood" o "Pleasure To Kill"!

Per questi motivi, e per una mia affezione verso quel periodo, mi sento di consigliare questo album a tutti i thrashers che da questo genere pretendono cattiveria, devozione e violenza senza mezze misure o ammiccamenti al modernismo più becero e finto. Quindi chiunque abbia nostalgia di certi album che ho nominato, e chiunque pensi che gente come Protector o Morbid Saint siano dei numi tutelari pari a quelli più famosi che ho nominato, acquisti con tranquillità questo album. 
Tra l'altro so che esiste anche una tiratura su cassetta, quindi più old school di così...

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 68/100

Tracklist:
01 - Decapitators Temple
02 - Transhuman Incorporeal
03 - High Impact Homicides
04 - Subconcious Blind
05 - Abhorrent Point of View
06 - Hacked Human Debris
07 - Sterile Existence
08 - Future Rephased
09 - Target Obliteration

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