12/04/11

Envyra "Post-Human Orison"


EP, Self-released, 2011
Genere: Thrash/Death/Progressive Metal 

Band appena nata, potremmo dire, questa degli Envyra (originari di Potenza). Infatti sono attivi solo dal 2009 e questo è il loro ep di esordio, sebbene la band sia formata dai fratelli Mario e Rocco Smaldone, entrambi provenienti (o almeno uno di loro due) dagli Athem, formazione che proponeva una sorta di progressive-speed metal ed attiva dal 1997 al 2002. Ma arriviamo subito ad oggi e agli Envyra.

Ebbene, a dispetto di un disco davvero ben realizzato sotto l’aspetto grafico e che di autoprodotto ha solo tale termine (un cd con una bella cover realizzato in maniera professionale con tanto di libretto e carta patinata), devo però dire che il platter in questione non convince. A partire da una registrazione che smorza parecchio i toni (la band proporrebbe in teoria un ibrido tra thrash, death melodico e progressive), che appare come spenta e priva di spinta, dove le chitarre suonano troppo sintetiche e prive di corposità (se la scelta è voluta potrebbe andare per loro, ma alle mie orecchie non molto), si aggiunge una batteria molto probabilmente realizzata al computer, ma non è questo il problema, infatti io non sono contro le drum machine, le batterie campionate ecc, purchè siano realizzate bene, ma anche qui la scelta dei suoni risulta un tantino approssimativa.

Il disco in sé non è da buttare in toto, dimostra comunque una band che ha dalla sua parte una buona preparazione tecnica, e qualche buono spunto si evince abbastanza di frequente, ma ecco che dove la band sembra risalire la china, arrivano delle vocals che sia nelle parti “aggressive” che in quelle “melodiche” rovinano il tutto e riportano il disco su binari piuttosto scialbi. Analizzando le vocals più approfonditamente potrei dire che ho notato un certo affanno quando si tratta di aggredire, e lo stesso dicasi per certe parti che mi pare vogliano fare un po’ il verso a un certo Warrel Dane e al suo essere maestro in certi frangenti oscuri e malati, ma che ne escono piuttosto male purtroppo. Puntare in alto va bene ma certi picchi di personalità sono un po' fuori portata, soprattutto qui.

Chiudendo potrei dire questo: gli Envyra sono una band che potrebbe avere del potenziale, ma occorre che i due fratelli mettano dei paletti e si fissino degli obiettivi precisi sul sound e le soluzioni da adottare. Allo stato attuale tutto sembra un po’ approssimativo e pretenzioso per quello che ho potuto sentire. Occorre migliorare il sound e le vocals in primis (stiamo parlando di metal in un certo senso “raffinato”, quindi questi particolari non possono essere tralasciati) e cercare di creare della canzoni più incisive e con melodie vocali più trascinanti e memorizzabili.

Spero che quanto da me detto non venga preso male dalla band, in quanto questo, lo sottolineo, è solo il mio personale perere e non la verità assoluta, e aggiungo che sono solo consigli e critiche mosse proprio perché intravedo una base su cui lavorare. Se non ci fosse stata quella avrei speso meno parole e liquidato con una grave insufficienza. Gli Envyra quindi per adesso non hanno passato l’esame ma non è detto che al prossimo giro, contando che questo è solo un mini-cd d’esordio, possano farmi ricredere.

Recensione a cura di: Kosmos Reversum
Voto: 58/100

Tracklist:
1. Ethereal Lake And Abyss 
2. Redemption
3. Reverse Order
4. Sands Of Time
5. State Of War

http://www.myspace.com/enviral
http://www.facebook.com/pages/Envyra/198307753518707

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