29/03/11

Enslaved “Isa”


Full-length, Tabu Recordings, 2004
Genere: Progressive Black/Viking Metal

Se ascoltate un album come Blodhemn o Frost dei norvegesi Enslaved, e subito dopo “Isa”, stenterete a credere che si tratti della stessa band. E invece gli Enslaved, stilisticamente evoluti nel corso degli anni, ci propongono, al loro ottavo full-lenght, Isa appunto, qualcosa di assolutamente diverso dalle loro primissime produzioni.
Cervellotici, quasi progressive, quasi psichedelici, non potreste mai definire Isa ( ma nemmeno i suoi predecessori Below the lights e Monumension) un album black metal, né viking black metal per come ne conosciamo gli stilemi. Tuttavia gli Enslaved, i precursori del viking black metal nonostante coraggiose proposte e sperimentazioni, in nessuno dei loro lavori e tantomeno in Isa rinnegano del tutto (almeno concettualmente) le loro radici pagane: basti pensare chi Isa è il nome di una runa, per la precisione la runa del ghiaccio,una icona della mitologia pagana.

Dell’album in esame colpisce anzitutto la sua ecletticità. Tutti i brani sono caratterizzati da un’alternanza di atmosfere, melodie e voci pulite da un lato, e parti per così dire”progressive”, psichedeliche e inaspettate dall’altro, accompagnate da voci in scream e (ma più di rado) in growl. Non mancano di certo passaggi più veloci e riff più tipicamente alla Enslaved, ma come accennavo all’inizio, si è ben lontani dai loro primi lavori. Lunar Force, Ascension e Bounded By Allegiance rappresentano in modo più evidente l’alternanza di stili di cui parlavo poc’anzi; Isa, la traccia che dà il titolo all’album , come pure la strumentale Secrets of the Flesh, presenta addirittura parti che potremmo definire “black ‘n’ roll” ma sempre ben miscelate con atmosfere e melodie. Di rilievo sicuramente è anche Return To Yggdrasyl, che in alcuni passaggi mi ha riportato alla mente gli Opeth di Blackwater Park; Violet dawning, elegantemente rifinita nei riffing e nelle atmosfere magiche quasi ultraterrene probabilmente è il brano che maggiormente si avvicina allo stile dell’album Below the Lights, ma immaginate anche i Solefald di “Rage against the Ageless Ills”….stessa riflessione è valida per l’ultima traccia prima dell’outro, Neogenesis: anche qui a volte sembra di ascoltare un connubbio tra Below the Lights e l’album dei Solefald, un connubbio perfettamente condito da riffs malinconici e inaspettate parti quasi thrash con voci in scream.

In definitiva, se vi piace lo stile progressive degli Opeth, le sperimentazioni dei Solefald e non avete pretese sulla continuità di stile di una band, Isa è l’album che fa per voi. Se, invece, vi aspettate un remake di Blodhemn o Frost, vi consiglio di cercare altrove.

Recensione a cura di: Volturnja
Voto: 90/100

Tracklist:
1. Intro: Green Reflection 00:51
2. Lunar Force 07:03
3. Isa 03:46 
4. Ascension 06:45
5. Bounded by Allegiance 06:38
6. Violet Dawning 03:49
7. Return to Yggdrasil 05:39 
8. Secrets of the Flesh 03:36
9. Neogenesis 11:58
10. Outro: Communion 00:56

Total playing time 51:01

http://www.enslaved.no/

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