30/01/11

Lääz Rockit "Left For Dead"

Full-length, Massacre Records
(2008)

Io ormai ci ho perso le speranze. Dico, questo disco quanto avrà venduto in tutto il mondo? Ammettendo anche che si sia ritagliato una piccola ma dignitosa fetta di mercato, direi che è passato almeno in Italia molto inosservato. E così continuo a non capire se sono io che ho dei gusti del cazzo o sono gli altri che non capiscono nulla.
Non ammetto stavolta l’opzione “la verità sta nel mezzo”, perché sui vari forum non leggo altro che la continua esaltazione dei soliti nomi o della nuova sensazione thrash. Ragazzi, nel 2008 era uscito questo capolavoro, un disco che non ammette tentennamenti di giudizio. Certo, a chi non piace certo thrash ovviamente non piacerà questo “Left For Dead”, parlo di thrash americano, quello che ha spaccato crani e culi assieme a quello tedesco negli anni Ottanta.

Dieci tracce compongono l’ultimo lavoro (ma ormai di tre anni fa) dei Lääz Rockit, e sono dieci mazzate davvero incredibili. Con una opener come “Brain Wash” vengono spazzati via dubbi sullo stato di salute del thrash. Non c’è una sola cosa fuori posto in una track del genere, che è da annoverare tra le migliori cose sentite negli ultimi anni in ambito thrash. Chitarre schiacciasassi, riff bastardissimi, batteria lanciata e pesantissima nel sound, voce roca e un tiro pazzesco! Il riff verso il primo minuto che prevede il ritornello è da slogare i polsi e le ossa cervicali degli ascoltatori. Ottimo anche l’assolo seguente. Una canzone, un manifesto di questo disco che prosegue con “Delirium Void”, altra palata data mentre sei con gli occhi chiusi in spiaggia a prendere il sole. Ne rimani shockato, inebetito e dolorante insomma. “Erased” invece si muove su tempi più cadenzati, ma con le chitarre che continuano a far tanto male: prendete una “Sad But True” e dategli un piglio di thrash vero e avrete presente cosa voglio dire.

Si prosegue ed arriva quella che è probabilmente la canzone perfetta del disco, senza mezzi termini, ovvero “My Euphoria”. La song si snoda tra una sezione ritmica medio-veloce, con accelerazioni in doppia cassa che accompagnano il ritornello, e di colpo ci troviamo a ripercorrere i dischi simbolo di questa band, “Annihilation Principle” e Nothing$ $acred”. Canzone che si fosse chiamata carro armato avrebbe reso di più l’idea. Eccellente!
Nella migliore tradizione thrash, non manca la semi-ballad, tale “Ghost In The Mirror”, canzone dal piglio oscuro e abbastanza riuscita. Ma la band vuole riprovarci con questa formula, e dopo qualche altra mazzata si ricimenta in una “Desolate Oasis” da urlo. Classico episodio che inizia sommesso, con voce melodica e triste, ma che riserva un finale terremotante. Dopo il quarto minuto il riffing diventa affilato, la batteria batte inferocita, gli assoli si stagliano imponenti e fulminei. Il finale è affidato a “No Man”, una sorta di thrash moderno un po’ vicino ai Pantera (qualche influenza dei texani è comunque presente in tutto il disco), che lascia poi spazio alla outro finale, una track solo strumentale che mette in bella mostra le qualità tecniche davvero elevate di questi veterani del thrash, che come nulla fosse, se ne son tornati dopo quasi venti anni di assenza con un disco spettacolare, che non teme molti altri confronti. Sinceramente, credo che tra le varie reunion di nomi più o meno illustri del thrash, questa dei Lääz Rockit sia quella che ha prodotto il risultato migliore.

“Left For Dead” è, per il sottoscritto, un disco che non presenta quasi nessun difetto e che è capace di trasmettere una energia pazzesca. Se aggiungiamo una produzione massiccia e azzeccata e una perizia tecnico-compositiva di prim’ordine da parte di tutta la band, mi chiedo cosa aspettano, coloro che amano il thrash, a fare loro questo manifesto del thrash odierno, se ancora non hanno provveduto. Disco questo, che a distanza di tre anni ancora non è eguagliato minimamente da nessuna formazione thrash e che si piazza come fra i migliori nel suo genere degli ultimi dieci anni.
Perfezione thrash non è più una utopia dopo aver sentito questo disco, o perlomeno ci siamo molto vicini.

Recensione a cura di: Kosmos Reversum
Voto: 88/100

Tracklist:
1. Brain Wash 03:34
2. Delirium Void 03:39
3. Erased 03:47
4. My Euphoria 03:53
5. Ghost In The Mirror 04:47
6. Turmoil 05:25
7. Liar 04:39
8. Desolate Oasis 07:58
9. No Man 03:31
10. Outro 08:25

Total playing time 49:38
 
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