19/12/10

Godkiller "The Rebirth of the Middle Ages"


EP, Wounded Love Records, 1996
Genere: Black Metal 

Godkiller, un nome non molto conosciuto che riconduce alla one-man band monegasca creata da Duke Satanäel, autore dal 1994 (anno di nascita del progetto) ad oggi di due demo, un EP e due full dove è possibile riscontrare un continuo cambio di genere.
Proprio dell’unico EP vorrei parlarvi, pubblicato dalla Wounded Love Records nel'ottobre del 1996: “The Rebirth Of The Middle Ages”. Il titolo è già di per sé una chiara dichiarazione d’intenti e dà nome a quello che vuol esser un vero e proprio mini-concept sul tema (abusatissimo, va detto) dell’eterna lotta tra bene e male. In copertina campeggia la foto di un castello e sul retro la figura di Duke Satanäel con tanto di face painting e spadone alla mano. Tutti usatissimi clichè che però ben si prestano ad enfatizzare quello che questo lavoro vuole rappresentare.

Trenta secondi di tastiere e batteria compongono la prima traccia, “(Introduction to the Middle Ages) Hymn for the Black Knights)”, intro semplicissima ed evocativa che ci capatulta direttamente in un mondo dimenticato, con quell’atmsofera quasi di fiaba che ottimamente si presta a rievocare nelle nostre menti determinate immagini. Il bello inizia però da qui.
Quattro tracce, una più suggestiva dell’altra, senza mai un calo, mai un minuto di noia. “(Preparing for the Final Battle) From the Castle in the Fog” ci porta nel castello dei cavalieri neri, pronti ad invocare le forze dell’oscurità nella loro battaglia contro “la luce”:

I summon the mournful night
And come forth the chasm in the sky..

I cavalieri partono quindi per la battaglia e si continua con “(On the Way to the Battlefield) Path to the Unholy Frozen Empire”, pezzo che io trovo assolutamente fantastico nel suo incedere permeato di melodia.

...We can hear screams
The screams of the knights..

Giungiamo quindi alla battaglia finale, “(The Final Battle) Blood on My Swordblade", il pezzo più tirato, pur restando sulla stessa linea dei precedenti. Brano che trova il suo culmine nell’ultima strofa dove le agghiaccianti urla di Satanäel si accavallano supportate alla perfezione dalla chitarra e le tastiere.

...I strike and I strike..
...The extermination will be complete

La battaglia è vinta, si celebra quindi il trionfo dei cavalieri e del loro regno eterno fatto di tenebra in “(The Triumph) The Neverending Reign of the Black Knights”. Qui l’epicità raggiunge il massimo, tra le sfuriate old school e le tastiere sempre presenti il buon Duke si lancia anche in inserti di vocals pulite e sussurrate. Un pezzo che considero un capolavoro, da godere in tutto e per tutto, chiude quindi questo disco.

...And now the Middle Ages are rising again
And will last forever...

Sicuramente questo “The Rebirth Of The Middle Ages”, trasmette quello per cui è stato ideato e lo fa in modo grandioso. Le lyrics sono se volete scontate e fanno un uso smodato di tutti luoghi comuni legati al medioevo ed alle tematiche di lotta tra bene e male tanto utilizzate in ambito metal ma le trovo particolarmente adatte in un disco come questo, il cui intento è evocare un atmosfera magica e dimenticata.
Eccellente a mio parere il lavoro di Satanäel che riesce a tessere semplici ma bellissime e taglienti trame chitarristiche, con le tastiere che creano un sottofondo mai troppo ridondante e melodie decisamente epicheggianti, medievaleggianti. La batteria è realizzata tramite drum machine, ma non risulta troppo finta ed è ottimamente amalgamata con gli altri strumenti. Il timbro di voce si ispira ai primi lavori di Burzum, personalmente lo trovo azzeccatissimo, evocativo ed ispirato al massimo. Nota di merito alla produzione, che permette di poter sentire distintamente tutti gli strumenti senza nessun ronzio di sottofondo ma non risulta mai plasticosa o pompata, con tutte le linee amalgamate alla perfezione.

In conclusione, se amate certe sonorità e se siete estimatori di grandi lavori come "Far Away from the Sun" dei Sacramentum, dei primi Dimmu ma anche dei primi Satyricon dovete avere questo disco, non ve ne pentirete, un capolavoro da riscoprire.

Recensione a cura di: ThePathOfSorrow
Voto: 90/100

Tracklist:
1.(Introduction to the Middle Ages) Hymn for the Black Knights 00:37
2.(Preparing for the Final Battle) From the Castle in the Fog 04:14
3.(On the Way to the Battlefield) Path to the Unholy Frozen Empire 06:47
4.(The Final Battle) Blood on My Swordblade 04:10
5.(The Triumph) The Neverending Reign of the Black Knights 04:41

http://www.godkiller.org/
http://www.myspace.com/godkillertheband

1 commento:

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