24/12/10

1349 "Demonoir"

Full-length, Indie Recordings, 2010
Genere: Black Metal

“Demonoir”, ovvero il disco che non ti aspetti. Perché secondo me non arriva dopo un solo passo falso (l’ampiamente, e quasi sempre giustamente criticato “Revelations of the Black Flame”), ma dopo due almeno mezzi passi falsi. Infatti ho sempre sostenuto che “Hellfire” non fosse questo gran disco che tanti decantavano, e che fosse vuoto come un torrente del sud Italia a luglio.
Ma “Demonoir” si candida come uno degli highlight black metal del 2010, se non a mio avviso il vero faro che illumina la scena a cui appartiene, in questi periodi di “magra”.

La lezione di “Revelation…” non è stata tuttavia invana, perché adesso i 1349 hanno incorporato nella loro solita urgenza e brutalità sonora una nuova ombra avvolgente e inquietante, che dà un senso che non si sentiva da troppo tempo a questa parte nelle loro opere, e che anzi, ne cambia leggermente anche i connotati, aggiungendo morbosità e profondità al loro sound, due aspetti quasi inaspettati.
E’ per questo che adesso gli inserti ambient/noise che separano tutte le vere canzoni sono efficaci e di senso compiuto, fungendo da “quiete PRIMA della tempesta”.
“Atomic Chapel” apre il vero massacro e subito i 1349 colpiscono ferocemente ma, a differenza soprattutto rispetto ad “Hellfire”, non si percepisce quel senso di velocità fine a se stessa, di violenza gratuita e a volte ingiustificata; qui tutto ha un perché e anche i brevi ma inquietanti inserti di tastiera posti verso metà canzone fanno da spartiacque a un nuovo attacco che durerà fino alla fine della canzone. Il batterista Frost offre una performance a dir poco inumana, fredda, cinica, frenetica e potentissima, un vero piacere per coloro i quali pretendono che un batterista estremo debba essere, appunto, estremo e senza fronzoli.

“When I Whas Flesh” si apre come un uragano. Tutto viene da principio spazzato via, i break sono improvvisi e spaccano davvero tutto quanto hanno di fronte con le loro fulminee ripartente. Le chitarre, come consuetudine per questa band, sono fredde e intente a macinare riff vorticosi e dal vago sapore thrash nelle parti stoppate. Canzone che a mio avviso può ben rappresentare tutto l’album, bellissima.
E si continua con “Psalm 7:77” dove su una base tipicamente black metal si insinua nuovamente una vena thrash old school. Il tutto viene amalgamato, estremizzato, aumentato di velocità e servito. Il risultato è nuovamente riuscito e non lascia scampo.

Si prosegue su questa falsariga (notovolissime anche le altre canzoni, con menzione particolare per "The Devil of the Deserts"), quindi canzoni violentissime intervallate ognuna da un episodio simil-ambient, e ognuno di questi porta il medesimo tiolo, “Tunnel Of Set”, che cambia solo nella numerazione col trascorrere della tracklist, e quindi si va da una “Tunnel Of Set I” alla conclusiva “Tunnel Of Set II”, e in mezzo ci sono le bordate spetate di cui vi ho parlato finora. Gi episodi totali sono quindi tredici, di cui l’ossatura dei veri e propri brani è costituita quindi da sole sei canzoni. Poco male, è il caso di dire. I 1349 ci consegnano un disco di intensità rara e finalmente possiamo parlare, anche nel loro caso, di vera maturità, di bilanciamento delle loro varie sfumature espresse in tutti i loro platter, e questo ne è un riassunto ideale.
Acquisto caldamente consigliato ad ogni black metaller che vuole farsi sanguinare le orecchie.

Recensione a cura di: Kosmos Reversum
Voto: 80/100

Tracklist:
1. Tunnel of Set I 01:05
2. Atomic Chapel 06:25 
3. Tunnel of Set II 01:01
4. When I Was Flesh 05:45
5. Tunnel of Set III 00:40
6. Psalm 7:77 05:42 
7. Tunnel of Set IV 01:03
8. Pandemonium War Bells 07:49 
9. Tunnel of Set V 01:16
10. The Devil of the Deserts 06:30
11. Tunnel of Set VI 01:33
12. Demonoir 06:19 
13. Tunnel of Set VII 03:53

Total playing time 49:00

http://www.legion1349.com/
http://www.myspace.com/1349official

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